Percorso: Home News Rischio frane, partito sistema presidi territoriali per prevenire i disastri assessore Cosenza: "addestriamo 100 tecnici per area Sarno e costiera amalfitana" Caldoro: " Campania all'avanguardia nell'attività di difesa dei rischi"
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Rischio frane, partito sistema presidi territoriali per prevenire i disastri assessore Cosenza: "addestriamo 100 tecnici per area Sarno e costiera amalfitana" Caldoro: " Campania all'avanguardia nell'attività di difesa dei rischi"

PDF  Stampa  E-mail  Martedì 21 Gennaio 2014 17:10

Sono state avviate stamattina le attività di addestramento finalizzate alla creazione di presidi territoriali per la difesa del suolo e la prevenzione delle frane.

All'avvio delle attività hanno partecipato l'assessore alla Protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza, la rappresentante del Dipartimento Nazionale di Protezione civile Paola Pagliara, il presidente della federazione regionale degli Ingegneri della Campania Franco Cardone, il presidente dell'Ordine regionale dei Geologi Francesco Peduto, il commissario dell'Agenzia regionale di Difesa del suolo Flavio Cioffi, i commissari straordinari dell'Autorità di Bacino Campania Centrale Pasquale Marrazzo e Campania Sud-Interregionale Sele Stefano Sorvino, il direttore didattico della Scuola regionale di Protezione civile Giulio Zuccaro; il direttore generale dei Lavori pubblici della Regione Campania, Italo Giulivo.

"Un pool di 100 professionisti superesperti in materia di difesa del suolo per prevenire i disastri, le catastrofi naturali."

Così l'assessore Cosenza ha definito le prime cinquanta coppie di tecnici (geologi ed ingegneri ambientali o civili) che questa mattina hanno preso parte all'avvio delle attività.

"Le squadre saranno preparate ad attuare la prevenzione del rischio frane ed alluvioni direttamente sul campo: in caso di preallarme meteo si recheranno sul posto per tenere d'occhio le zone critiche e segnalare, tempestivamente, il pericolo. I tecnici prepareranno, da subito, la carta di crisi, ossia la mappa delle aree da sorvegliare in caso di condizioni meteo-avverse. Una valutazione al livello micro, di dettaglio, fatta passando al setaccio il territorio. Ad addestramento terminato, saranno poi inviati direttamente sul territorio per vigilare le zone critiche precedentemente individuate: pendii, torrenti, fiumi, canali, ma anche sottopassi e tratti tombati. In caso di pericolo, avvertiranno i sindaci, che potranno assumere decisioni di protezione civile in modo consapevole".

"I primi 50 gruppi di sentinelle esperte (ognuno formato da un geologo e un ingegnere) andranno a coprire, debitamente addestrati, l'area Area franosa intorno al Vesuvio, da Sarno a Gragnano, ed anche la costiera sorrentina ed amalfitana, che rappresenta la più pericolosa per la presenza di materiale piroclastico responsabile di frane con colate di fango, tipo quella di Sarno. Subito dopo partiranno analoghe attività di addestramento per attivare il controllo capillare di tutte le 8 zone di allerta (aree geografiche omogenee per caratteristiche geomorfologiche ed ambientali) in cui è suddivisa la regione. Si tratta di uno straordinario strumento di prevenzione del dissesto idrogeologico che migliorerà nettamente la sicurezza dei cittadini della Campania e che possiamo avviare grazie alla grande collaborazione con ordini di ingegneri e geologi", ha concluso Cosenza.

All'iniziativa sono pervenuti messaggi del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il quale ha sottolineato che "la Campania si conferma all'avanguardia nell'attività di difesa dei rischi idrogeologici ed idraulici" e del capo del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli, che ha evidenziato come "ancora una volta la Regione Campania si distingue sul versante dell'attenzione sui temi della protezione civile, della salvaguardia dei cittadini e del territorio ponendo al centro del proprio sistema la formazione dei tecnici, strumento fondamentale per monitorare gli eventi meteo-idro-geologici che se non adeguatamente seguiti potrebbero creare seri pericoli alle comunità."

 

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