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Matese, Bonavitacola incontra vertici INGV e Dipartimento Protezione Civile per fare chiarezza su questione magma

PDF  Stampa  E-mail  Venerdì 26 Gennaio 2018 18:43

Si è svolto a Palazzo santa Lucia questa mattina, promosso dal Presidente Vincenzo De Luca, un incontro tra Regione Campania, Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia e Dipartimento Nazionale di Protezione civile per fare chiarezza sullo studio condotto nell'area del Matese inerente la presenza magmatica nell'area tra il Sannio e la provincia di Caserta.

Alla riunione, che è stata coordinata dal Vicepresidente Fulvio Bonavitacola, hanno preso parte anche il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Carlo Doglioni, il direttore operativo del coordinamento Emergenze del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Luigi D'Angelo con il consulente del capo Dipartimento, Mauro Dolce e il Direttore dell'Ufficio Attività tecnico-scientifiche per la previsione e prevenzione dei rischi, Italo Giulivo, i ricercatori autori dello studio, Guido Ventura e Francesca Di Luccio, Roberta Santaniello, responsabile dell'Ufficio regionale "Interfaccia con il Dipartimento delle Politiche territoriali nelle materie di Lavori pubblici e Protezione civile nonché il delegato Anci Campania sindaco di Telese, Pasquale Carofano, l'assessore alla Protezione civile del Comune di Benevento, Mario Pasquariello e il direttore generale della Protezione civile della Regione Campania, Massimo Pinto.

L'incontro è servito a chiarire che "lo studio quindi non cambia la pericolosità sismica dell'area", che comunque è classificata a più elevata pericolosità sismica d'Italia, sulla base dell'Ordinanza del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2006, in cui vengono specificati i valori di accelerazione per ogni area del territorio nazionale.

Per quanto riguarda la pericolosità vulcanica, si è escluso, dunque, che il processo registrato nel dicembre 2013 sia riconducibile alle fasi, anche iniziali, di formazione di un vulcano nel Sannio-Matese.

L'attenzione, dunque, a prescindere dal fenomeno osservato dai ricercatori, va comunque posta sulla sicurezza del territorio.

"La Regione Campania - ha evidenziato il vicepresidente Fulvio Bonavitacola - ha stanziato 21 milioni di euro per i piani comunali di protezione civile che sono la base per la tutela del cittadino dai rischi naturali. Solo tre comuni, sui 550, non hanno partecipato né al primo né al secondo avviso".

 

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